E’ di questi giorni la polemica riguardo un videogioco che sta per uscire (o è uscito da poco, cambia nulla): Rule of rose

In questo videogioco, dall’ambientazione dark (la definizione del produttore è “action horror”), una bambina aiutata da un cane deve trovare il sistema per sopravvivere in un ambiente ostile e violento. La scena che tutti i media hanno trovato raccapricciante e meritevole di censura è quella dove un gruppo di ragazzine sotterra la protagonista.

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Se da una parte sembra una cosa ovvia dall’altra ci sono una serie di questioni che ci piace sottolineare per fare la parte dei bastian contrari e per aggiungere un minimo di domande a una pratica - quella di dare la colpa di tutto ai videogiochi - che è una gran bella scusa per non affrontare il problema e accontentare la parte della popolazione più ignorante.

Sony, la pavida società di videogiochi e intrattenimento, lo ha prontamente ritirato ma la concomitanza con un altro fatto (il ragazzo down picchiato da compagni di scuola) ha fatto sì che si perdesse totalmente il controllo addossando ai videogiochi tutte le  colpe che invece forse hanno altre istituzioni/entità.

Se è tutta colpa dei videogiochi, chi permette ai piccoli di comprarli o di giocarci? I genitori sono molto impegnati e non riescono a stargli dietro? Chissenefrega, è compito loro dare un’educazione o sperano che il MOIGE li possa sostituire? Come si dovrebbe giudicare una famiglia che non sa cosa succede nella testa e nella cameretta del proprio figlio/figlia?

E’ una responsabilità grande essere genitori, magari dovremmo aiutarli a svolgere meglio il loro compito ben sapendo che non sarà mai possibile togliere tutte le cose che possono disturbare un genitore solo perché non ha tempo per costruire insieme ai figli degli strumenti che li possano mettere al ripare dalle “brutture” della vita.
Sono stati fatti decine di studi che non hanno mai trovato la prova della correlazione film/videogiochi violenti e vita/gesti violenti (anche se qualche ragazzo disturbato da altre cose ha detto che aveva tratto ispirazione da un film o da un videogioco), perché? Perché tutti noi (anche i più piccoli) siamo capaci di capire cosa è la realtà e cosa non lo è.
Sono padre di una bimba piccola e mi sto facendo una cultura di fiabe, qualcuno tra i censori ha mai letto una fiaba? Parlano solo di genitori che abbandonano i figli nel bosco, di lupi e streghe cattive, di bimbe vendute ecc. C’è un motivo per cui non vengano bandite e consurate (magari da quei lazzaroni del MOIGE che vogliono decidere per me cosa è giusto per mia figlia)? Avete mai guardato un telegiornale con gli occhi di un bambino? E’ uno spettacolo edificante?

Io credo che censurare un videogame, un film o un libro non sia che la risposta più banale che si possa immaginare ma che non risolverà mai i problemi. Stare con i figli, dedicargli tempo, aiutare i genitori a essere dei genitori decenti, trattenere le ansie censorie di autoproclamati difensori dei valori famigliari o dei bambini sono le cose che una società sana deve pianificare e mettere in pratica, i bimbi se lo aspettano da noi.

This entry was posted on Tuesday, November 14th, 2006 at 1:55 pm.
Categories: Digital lifestyle.

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