Durante le festività Natalizie è stato siglato un accordo tra il Ministero della Difesa e quello delle Telecomunicazioni per "liberare" alcune frequenze usate dalla Difesa (3400-3600 MHz) per consentire la "diffusione della Banda Larga" in tutte le aree del paese.

Fin qui non c'è nulla da dire se non fosse che il Governo prevede di assegnare la banda in funzione di "licenze" (sulla cui natura non è dato di sapere molto).

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Non sembrerebbe che il sistema delle licenze sia un grosso problema se non fosse che ci sono esperienze precedenti fallimentari (vedasi UMTS). L'UMTS, come sistema di connessione e come modello di business, ha fallito da tutti i punti di vista:

tecnologico perché non ha mai offerto le prestazioni promesse e non ha la diffusione critica per essere davvero utile

competivo perché ha oberato le società telefoniche con migliaia di miliardi (di lire) di debiti e quindi ha reso impraticabili pratiche competitive sul prezzo

a livello utente perché quei pochi che lo usano pagano cifre da capogiro

a livello di marketing perché le compagnie telefoniche hanno privilegiato un approccio antitetico a quello Internet (potendo navigare ad esempio solo i "portali" di 3 o facendo pagare a kb)

Il problema è ovviamente il sistema delle licenze che esclude una vera concorrenza impedendo l'ingresso di nuovi competitor che potrebbero portare grandi novità e vantaggi per l'utente.

Sappiamo che senza informazioni sarebbe meglio tacere ma temiamo che possa prefigurarsi un sistema per il quale le uniche assegnatarie delle licenze siano le società telefoniche e che gli utenti non possano usare il nuovo standard con la libertà con la quale usano adesso il WiFi.

Così facendo si prefigurerebbe uno scenario dove entità come Fon o Linspot (sistemi che consentono a un abbonato broadband Internet di condividere l'accesso a Internet tramite WiFi con altri utenti facendo pagare una cifra onesta) anzichè prosperare non potrebbero esistere. Se questo può sembrare giusto a prima vista è un grande errore verso gli utenti che devono essere messi in grado di connettersi dovunque, a cifre ragionevoli, facendone l'uso che preferiscono.

Internet sarà l'infrastruttura dell'economia di domani, vogliamo davvero che siano le società telefoniche quelle che lo gestiranno? In un'economia Internet dove tutto deve essere accessibile a tutti sembra una buona idea quella di limitare? Possibile che di fronte a qualche milione di Euro si pensi di fare danni molto più ampi in termini di penetrazione tecnologica, di costi per gli utenti di opportunità mancate?

Speriamo proprio di aver frainteso e di aver male interpretato le intezioni del Governo, in ogni caso speriamo che il Ministro Gentiloni stia dalla nostra parte e da quella di Internet e non da quella di Trochetti. 

This entry was posted on Wednesday, January 3rd, 2007 at 10:51 am.
Categories: Digital lifestyle.

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