Si sa, on line le cose sono difficili per chi vuole imporre un controllo sugli utenti. I governi cercano di controllare i cittadini che navigano, i titolari dei copyright vogliono decidere su come e quando i clienti possono goderli, gli editori vogliono controllare i propri lettori ma il successo di queste azioni è davvero relativo (per non dire inesistente).
Sappiamo tutti con quali miserabili risultati: con un proxy on line (una ricerca su Google offre tutte le spiegazioni del caso) possiamo scommettere su siti non riconosciuti dal Ministero delle Finanze, con il P2P posso scaricare tutti i contenuti che desidero e usarli a mio piacimento e adesso vogliamo segnalare un nuovo servizio che rende giustizia agli utenti sul versante dei contenuti senza doversi annoiare a riempire form con domande idiote, confermare link e menate varie: Be the Bot.
Con Be the Bot si sfrutta il fatto che i robot che usano Google e Yahoo per indicizzare i contenuti vengono lasciati "entrare" nelle sezioni nascoste dietro username e password per poter poi presentare i loro contenuti nei risultati delle ricerche.
L'utilizzo è semplicissimo, basta inserire l'indirizzo che ci è precluso nell'apposito campo e sotto apparirà magicamente il contenuto che volevano tenerci nascosto.
Chissà se questo farà capire a qualcuno che la logica delle chiusura e della scarsità che regola l'off line non funziona on line.
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