solitario.jpgDurante il mese di Agosto ho avuto tra le mani un portatile Windows (così mi ricordo quanto è più bella la mia vita normale con il Mac) cosa che non accade sovente e quindi ho potuto notare l'incremento di prestazioni dei nuovi processori Intel Centrino con il test di velocità più efficace che esista.

Prima di parlarne serve un po' di background: quando ho iniziato a lavorare i processori si chiamavano 286 (nel nostro ufficio c'era un 386sx - se la sigla è quella giusta - ma era destinato a compiti gravosi dal punto di vista del calcolo) e il windows che era installato (e che girava lentissimo) si chiamava 3.1. Era la prima versione diffusa con interfaccia grafica e nessuno all'interno dell'ufficio sapeva farlo funzionare (come se servisse un master, lì ho scoperto che la resistenza degli utenti ai cambiamenti è la forza più grande nel mondo della tecnologia).

Io e Ugo (fraterno amico da quei giorni), giovani e pieni di voglia di fare, ci facevamo strada in un mestiere che non aveva cultura informatica (Le tabelle? Si facevano con la macchina da scrivere. Lotus 123 era utilizzato per impaginare anche le lettere ma non per fargli fare i calcoli …) cercando di utilizzare al massimo le potenzialità offerte da quel nuovo e fighissimo mondo informatico (nel frattempo avevano lanciato le versioni di Word e di Excel per Win3.1. Successivamente arrivò PowerPoint e anche qui ci sbizzarrimmo). Era una sfida estremamente amichevole e fruttuosa e sono sicuro che in molti di noi la rimpiangono, si imparava e insegnava senza alcuna gelosia solo per migliorare lo standard dei lavori che uscivano dal nostro reparto e per andare fieri del nostro lavoro.

Dopo qualche tempo la nostra velocità nel produrre i lavori richiesti arrivò a un punto per cui potevamo prendere per il culo i nostri capi senza alcun rischio di essere scoperti e dando un lavoro molto al di sopra delle aspettative e nei tempi richiesti (arrivando dalla macchina da scrivere una tabella con un'ombreggiatura o con una griglia leggibile era una cosa spaziale) anche se la "produzione" era avvenuta in minuti.

Essendo ragazzi curiosi ci si annoiava in fretta per cui in un tempo dove non c'era Internet (si, c'è stato un periodo della storia dell'uomo dove Internet non esisteva) avevamo rivolto la nostra attenzione a un gioiello che era apparso nella penultima (di allora) versione di Windows: il Solitario. Ah, quante ore passate con quelle carte… che bel modo per passare la giornata… che esasperante lentezza aveva l'animazione delle carte quando si vinceva…

Il nostro status di guru tecnologici, conseguito costruendo una macro elementare in Excel o sapendo come ordinare alfabeticamente dei dati, aveva creato buoni rapporti con l'EDP (visto che tra l'altro gli evitavamo migliaia di telefonate demenziali da parte dei nostri colleghi/e) e quindi dovendo aumentare il parco computer ci venivano spesso affidati mostri assetati di sangue come i 486 con un mega (o forse più) di RAM.

I computer erano diversi ma le abitudini no quindi dedicavamo una parte significativa del nostro tempo con il nostro amato Solitario (successivamente abbandonato in favore di Freecell dove Ugo mi straccia senza appello) apprezzando i miglioramenti della velocità soprattutto nell'animazione finale nel caso di vittoria (cadono le carte e rimbalzano fino al bordo della finestra).

Un giorno qualunque cazzeggiando vergognosamente e orgogliosi del nostro know-how tecnologico ci spingiamo, come peraltro facevamo spesso, a parlare di scenari legati ai computer, alla tecnologia e alle innovazioni tecnologiche. E' a quel punto che nasce l'idea:

la velocità con cui cadono le carte quando si è vinto al Solitario è il migliore indicatore che esista per capire quanto i processori siano veloci.

Io attribuisco questa sintesi a Ugo ma potrei sbagliarmi perché le nostre discussioni erano di tipo jazzistico dove tutti contribuivano al tutto.

Questa teoria trova testimoni ovunque, praticamente tutti coloro che hanno lavorato in un ufficio con computer Windows può confermare questa legge (così come possono confermare la teoria che negli uffici si spreca una montagna di ore/cervello colpa che attribuisco più ai metodi di lavoro che a scarsa dedizione dei dipendenti). Magari non si compra un computer nuovo per questo ma sicuramente le carte che cadono più velocemente migliorano l'esperienza di utilizzo del nuovo bolide.

Altro che la Legge di Moore (i transistor in un processore raddoppiano ogni 18 mesi) o frequenza di clock dei processori, quelli sono concetti che nessuno capisce. Non capisco perché il marketing dei produttori di processori o di computer non abbiano mai utilizzato questo esempio per far percepire i grandi guadagni agli utenti finali.

Quando mettete le mani su un nuovo PC by Windows fate subito il Solitaire Benchmark per vedere se vale i soldi che avete speso!

This entry was posted on Tuesday, August 28th, 2007 at 10:15 am.
Categories: Digital lifestyle.

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