nokia-ovi.jpgNokia, una dei brand più importanti e diffusi a livello mondiale, esercita un grande fascino tra i giornalisti e quindi è normale che un'iniziativa in ritardo, fallimentare già prima di essere lanciata (e ignorata a livello planetario) sia invece presentata come il futuro che verrà (molto in fretta). Stiamo prlando di Ovi, la nuova idea sbagliata di Nokia che deve servirgli, dopo millenni di immobilità e incapacità di capire dove si sta andando (in senso tecnologico), come arma per recuperare credibilità e risalire possibilmente su un treno che non ha più un posto riservato per loro che è quello dell'innovazione tecnologica e della rilevanza per i consumatori.

Ovi (che in finlandese significa porta) è una specie di iTunes per il mondo cellulare dal quale l'utente potrà scaricare musica, suonerie, giochi (alla modicissima cifra di 6-15 euro, che affarone!) e - udite, udite- mappe. Mi sembra che ci siano tutti gli ingredienti per raggiungere gli obiettivi che il presidente della società nordica ha dato alla sua società: "to make it easy to unlock the potential of the Internet" (traduzione non letterale: rendere semplice l'uso del potenziale di Internet).

Nokia sa bene che più della metà delle sue vendite derivano dal fatto che il software non cambia molto tra un modello e l'altro (se non per evidenti mancanze o aumenti di complessità a scapito dell'usabilità) e che l'alimentatore è quasi universale (sebbene sia cambiato anche quello). Le altre vendite derivano dall'approvazione sociale di cui gode l'acquisto di un prodotto.

Qualche tempo in veste di futurologi della domenica prevedevamo che l'avvento dell'iPhone avrebbe costretto i produttori di cellulari/smart phone a rivedere i propri prodotti e le proprie offerte ma se in Finlandia sperano che basti rifare l'iTunes con le mappe per stare al passo dei tempi si sbagliano di grosso. La casalinga che ho sentito qualche settimana fa chiedere un Nokia perché ha il software facile si berrà la bugia ma nessun altro sarà così scemo da cascarci, sono sono balle alle quali non crede nessuno (hanno aspettato 5 anni per riproporre un'idea già vecchia quando Apple ha lanciato il suo online music store).

Nokia, lo abbiamo già detto, non ha la più pallida idea su come muoversi con Internet mobile, sa che sta perdendo terreno e spera di imbroccare prima o dopo un modello che sia vincente ma non ce la fa. Come i provinciali, la strategia è quella di mettere tutto quanto sia possibile mettere su un cellulare (wi-fi, fotocamera 1.000 megapixel, GPS, software per editare file di Office ecc.) e sperare che la somma dei tanti elementi sia in qualche modo utile ai suoi utenti.

I nostri lamenti verso il gigante che l'anno scorso ha venduto 900 milioni di cellulari a livello mondiale derivano dal fatto che la sua carica di novità e di innovatività è morta tempo addietro, gli è bastato fare il necessario per diventare ricca senza più interessarsi a cosa doveva servire un cellulare e quali sono le nostre necessità (presenti e future). Purtroppo queste iniziative non smentiscono questa tesi ma la ingigantiscono, Nokia non ha un futuro nel mondo dell'Internet Mobile (quando avremo Internet per strada lo strumento che useremo per collegarci non avrà nessuna importanza, esattamente come non ha importanza quale sistema operativo si usa per navigare).

A proposito: la potenza di Internet è già alla nostra portata, non c'è bisogno di Nokia e di Ovi.

This entry was posted on giovedì, agosto 30th, 2007 at 08:46.
Categories: Digital lifestyle, Internet Economy.

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