whatever.jpgQualche giorno fa avevamo letto di una ragazza di 17 anni che, regalando template gratuiti per abbellire quei cessi (dal punto di vista estetico) che sono le pagine personali di MySpace, portava a casa 70.000$ al mese grazie alla pubblicità generata dal proprio sito whateverlife.com. Con 7 milioni di utenti unici e 60 milioni di pagine sono cifre che tornano. Non l'avevo cagata troppo, è un'altra notizia simpatica ma chissenefotte.

Scopro oggi che la notizia era molto più sugosa di quella: essendo lei minorenne un tribunale ha deciso che nessuno della sua famiglia (lei compresa) può amministrare i suoi soldi e che quindi ci sarà un tutore a cui dovrà chiedere il permesso, giustificandone i motivi, di usare i soldi che lei stessa sta guadagnando. La ragazza, non sapevo nemmeno che si potesse fare, sta chiedendo al tribunale di essere lasciata in pace e di essere dichiarata adulta sebbene non abbia ancora compiuto la maggiore età. Il tutore le sta costando opportunità di business, dice. E' in un business volatile, mica vende limonate. Avere i soldi a disposizione fa un sacco di differenza.

Il giudice, secondo me, non ha capito un cazzo di quello che fa la ragazza e quindi pensa che sia una demente che va difesa da se stessa, non credo che se fosse diventata ricca con un salone di bellezza o vendendo enciclopedie qualcuno avrebbe avuto qualcosa da dire.

This entry was posted on Friday, September 14th, 2007 at 11:56 am.
Categories: Digital lifestyle, Internet Economy.

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