page_rank.jpgLeggo spesso, per diletto e per lavoro, articoli che riguardano il page rank (l'indicatore sviluppato da Google per dare un ordine di importanza alle pagine e ai siti), il posizionamento sui motori di ricerca, le migliori pratiche per essere compatibili con Google. Avere delle buone performance con i motori di ricerca permette di avere tanto traffico "gratuitamente" e di conseguenza un alto page rank è il Sacro Graal di chi lavora online.

Le indicazioni che si leggono sono quasi sempre interessanti indicando gli elementi a cui bisogna porre attenzione (titolo del post, contenuti originali, link da altri siti "stimati" ecc.) ma, sarà che non ho ancora capito bene, sarà che ho fatto sbagli, questi elenchi hanno sempre un sapore sintetico, non naturale.

Quasi tutti gli articoli su questo argomento sottolineano l'importanza di contenuti originali ma aggiungono altre diavolerie per migliorare il proprio (del sito) posizionamento e quando mi capita di finire su qualche sito dove vedo queste armi al lavoro mi viene un po' da ridere. (un esempio? I link degli articoli Tecnoduo. Visto che su Google lo spazio per il titolo è limitato volevo che si leggesse meglio l'argomento più che la fonte tra i risultati di una ricerca)

Si vedono siti standard con titoli come Tecnoduo, link e blogroll nei posti giusti, pagine About perfette ma poi viene da pensare che se uno ha dedicato così tanto tempo alla confezione siamo certi che avrà contenuti davvero unici? E' giusto perdere così tanto tempo per costruire quest'altare votivo alla Dea Google?

Probabilmente non sono il solo visto che qualcuno ha riflettuto su come si potrebbe migliorare il page rank di Google stesso e ha applicato un po' di suggerimenti e di idee SEO come link, enfasi sulle parole chiave, titolo "semantico" ecc. Il risultato? Un cesso di home page piena di cose incasinate e senza utilità.

Ecco il brutto e il non detto di quegli articoli di cui si parlava: sono da prendere con le pinze, Google (e i motori di ricerca) è importante ma non quanto lo sono gli utenti. Meglio perdere un po' di tempo a cercare contenuti ancora migliori per il singolo navigatore e lasciare a Google il suo lavoro, avremo peggiori ranking ma navigatori più soddisfatti.

This entry was posted on martedì, ottobre 16th, 2007 at 07:13.
Categories: Digital lifestyle, Internet Economy, Marketing.

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