b2corporate.jpgSi fa un gran parlare di web2.0 nel mondo della pubblicità. I clienti si informano e chiedono spiegazioni su cosa vuol dire, su come cavalcare l’onda, se è destinata a durare o meno. In realtà è un trend antico, già anni fa i clienti più evoluti chiedevano di community, di user generated content (ma non si usavano queste parole qualche tempo fa).
Il rispetto per il web e per i suoi utenti ci ha sempre portato a sottolineare, nei confronti delle aziende che ci chiedevano cose del genere, che erano operazioni costose e complicate per non parlare delle ridotte probabilità di successo di una community basata sullo shampoo antiforfora (per dirne una).

Questi progetti di solito sono l’incubo di ogni agenzia web, sono lunghi, non standardizzabili (ogni community ha i suoi ingredienti magici, peccato che non si sappia quali sono, si deve procedere a tentativi), rischiosissime (se viene fuori un utente a dire che quello shampoo fa cagare che si fa?) e di solito poco, pochissimo remunerative. Non stiamo a dire che queste appena elencate sono altrettante opportunità per l’agenzia che si trova il cliente sensibile all’argomento e disposto a pagare (e si contano sulla punta delle dita aziende così) per far fare esperienza all’agenzia.


Ragionavo di queste tematiche con gli amici Luca e Gianluca che sono i manutentori, promotori, coordinatori di una piccola grande community chiamata B2Corporate. Loro (e gli utenti del sito) hanno creato un gioiellino di sito pieno di contenuti originali prodotti per lo più dagli utenti e da loro conoscenti/amici, trattano temi seri e complicati (per la mia testolina) come la finanza e la gestione aziendale e quanto gravita intorno a questi temi grazie a contributi di professionisti (nel senso che lo fanno di lavoro) desiderosi di condividere, imparare e mostrare.

B2Corporate ha occupato una nicchia di mercato che si sta rivelando molto viva e vitale e in poco meno di due anni; è visitato in media da più di mille persone al giorno, ha 1.500 iscritti alla newsletter (e al sito), ha attivato un’area tutta dedicata al mondo dei professionisti del controllo di gestione e finance, raggiunge le 150mila pagine viste al mese, pubblica quotidianamente articoli di prima qualità e originali, ha un sacco di iniziative in serbo per i suoi utenti (l’ultima è una super community di controller - quelli che in azienda fustigano i costumi più disinvolti in fatto di spese). Oltre a questo c’è forum, premium area contenente diversi modelli di controlling e finance molto utili (mi dicono) e scaricabili gratuitamente dagli utenti iscritti, newsletter periodica, con articoli e corsi di formazione a puntate (contabilità analitica, matematica finanziaria, Budget, sono alcuni lavori in corso d’opera). B2corporate senza clamori è un piccolo grande sito Web2.0.

A proposito: tutto questo è fatto con i ritagli di tempo che i rispettivi lavori (e la vita privata) concedono ai due ceffi. Nottate passate all’insegna della creatività e del sacrificio e tutto questo per passione! Per coloro che normalmente non gestiscono un sito si devono fidare sulla parola ma è una quantità esagerata di tempo da dedicare al sito praticamente OGNI GIORNO. Ogni giorno si deve pensare a qualcosa di nuovo, di distintivo e di utile per dare al loro lettore ottimi motivi per tornare sul sito. Il network diventa una strada obbligata e lo scambio di preziosi articoli tra blog è diventato un must.

L’approccio di Luca e Gianluca verso la comunità che hanno contribuito a creare e a far crescere mi piace molto: non si risparmiano, sperimentano e testano cose nuove, ascoltano e danno spazio agli utenti, si promuovono in maniera intelligente senza cercare il traffico indifferenziato ma andando incontro a target qualificati.

Tutto questo è difficile da ri-creare per motivi di marketing. A ogni community che si rispetti serve l’aspetto umano, la passione degli utenti e di chi gestisce il sito, temi affrontati seriamente e senza secondi fini. E’ grazie a questi ragazzi, a tutta la passione che ci mettono e alla fatica che so che fanno ogni giorno che continuo a pensare che sia meglio per le aziende stare lontane da operazioni come queste a meno che non siano davvero disposte a impegnarsi (ma un cliente del genere non è ancora nato).

This entry was posted on Wednesday, January 23rd, 2008 at 8:40 am.
Categories: Digital lifestyle, Internet Economy, Marketing.

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