Il buon Seth Godin, uno dei guru del marketing digitale (e non solo), quello che ha introdotto anni fa il concetto di permission marketing (il concetto che ha iniziato a mettere in discussione il marketing tradizionale) ha stilato una lista delle cose che i markettari sanno bene. Messa giù così sembra un articolo scritto quando non si ha voglia di scrivere un articolo vero ma non lo è, più che una lista di cose che ogni esperto di marketing sa è una lista di cose che ogni buon esperto di marketing sa ma che spesso si dimentica. Sarà per colpa del mercato, dell’azienda, dei tempi, dei capi, dei consumatori, tutti - prima o poi -  ci dimentichiamo oppure non abbiamo forza, voglia, tempo energia per ricordarcene. E’ una lista piena di concetti molto interessanti e che come la tabellina del 7 vale la pena rivedere.
L’ho tradotta alla mia maniera (solo per far vedere che non è un post riempitivo e non mi sono fatto preparare la pappa dal buon Seth), l’originale in ogni caso lo trovi qui.
- Pubblicità rilevanti, personali e nel momento in cui si palesa il bisogno funzionano meglio della spazzatura comunicazionale che non ci interessa
- Fare promesse e mantenerle è un gran modo di costruire un brand
- I tuoi migliori clienti sono MOLTO migliori dei tuoi clienti medi
- La share of wallet (la quota del portafogli) è una misura più facile, profittevole e alla fine più efficace della share of market (la quota di mercato)
- Il marketing inizia prima che un prodotto sia creato (chi fa il contrario o ha grandi intuizioni o vuole andare incontro a guai)
- La pubblicità è un sintomo, una tattica. Il marketing è molto di più
- “Low price” è una grande maniera per vendere una commodity. Però non è marketing, è efficienza
- I dialoghi tra i membri del tuo mercato accadono - che tu lo voglia o no. Il buon marketing incoraggia quelli giusti
- I prodotti eccellenti sono quelli di cui la gente ama parlare
- Marketing è come i tuoi colleghi rispondono al telefono, il font utilizzato nelle fatture e la garanzia che hanno i prodotti della tua azienda
- Non puoi prendere in giro tutti e neanche lo puoi fare sempre. In più le persone una volta fregate parleranno della loro esperienza con te ad altri
- Se lavori con budget annuali sempre uguali stai vedendo il marketing come un costo. I buoni markettari sanno che è un investimento
- Le persone non comprano quello che gli serve. Comprano quello che vogliono (e sta a te dargli buoni motivi)
- Non comandi tu e i tuoi potenziali clienti se ne fregano di te
- Quello che che le persone vogliono è un extra, il bonus emozionale che ricevono quando comprano qualcosa che amano
- Il marketing business to business non è altro che marketing a consumatori che fanno pagare alle aziende quello che comprano
- Le maniere tradizionali di irrompere nella vita dei consumatori (spot TV, direct marketing, stand alle fiere…) stanno perdendo il loro vantaggio in termini di costi/benefici. Allo stesso tempo nuovi modi di distribuire idee (blog, informazioni “permission based”, fan club dei brand) stanno dimostrando velocemente quanto bene funzionino in questi termini
- Persone in tutte le parti del mondo e di ogni livello socio economico reagiscono positivamente al marketing che promette e mantiene i desideri base degli esseri umani
- I buoni markettari raccontano storie
- Le persone sono egoiste, pigre, non informate e impaziente. Parti con quello e verrai positivamente sorpreso da quello che troverai
- Il marketing che funziona è il marketing che le persone DECIDONO di notare
- Le storie che funzionano sono quelle che si basano sul punto di vista delle persone a cui stai raccontando le storie
- Scegli i tuoi clienti. Molla quelli che ti impediscono si diffondere la storia giusta agli altri
- Un prodotto per tutti di solito non interessa a nessuno
- Vivere e respirare una storia autentica di solito è la maniera migliore per sopravvivere in un mondo ricco di conversazioni
- I markettari sono responsabili per gli effetti collaterali che i prodotti causano (gli effetti collaterali sono da leggersi come i sentimenti che provocano, NdT2)
- Ricordare ai clienti una storia che conoscono e a cui credono è una scorciatoia dagli effetti potenti
- I buoni markettari misurano
- Il marketing non è un’emergenza, è un esercizio pianificato, pensato che è partito tanto tempo fa e che durerà fino a che non sarà finito
- Un cliente insoddisfatto pesa come dieci entusiasti
- Nel mondo di Google il migliore al mondo vince più frequentemente e di più
- La maggioranza dei markettari fanno un lavoro buono abbastanza e poi mollano. Grande vince sempre quando gioca con abbastanza
- Non ci sono mai stati così tanti ricchi e vogliono essere trattati diversamente
- Le società che si organizzano per trattare direttamente con i loro utenti finali hanno un patrimonio per il futuro
- Puoi gabbare i social media nel breve termine ma non nel lungo termine
- Fai marketing quando assumi e quando licenzi, fai marketing quando chiami il supporto tecnico e ogni volta che mandi un memo
- Bloggare fa di te un markettaro migliore perché ti insegna l’umiltà scrivendo
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Reply to “Quello che tutti i markettari sanno (ma si dimenticano)”