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Esperienze e idee sulla Internet Economy e il Web Marketing

Povera Fastweb, non più fast e neanche web

valevoliIl nuovo spot di Fastweb con il grande Vale e l’ottimo Cevoli oltre a essere abbastanza divertente mi ha fatto nascere un sentimento che non sono riuscito a mettere a fuoco fino a che mio figlio non mi ha svegliato nel cuore della notte. Visto che non riuscivo a riprendere sonno la testa è andata dove voleva lei fino a che non ha focalizzato “pasta elettronica” detta dal buon Cevoli. Che occasione che si sono persi quelli di Fastweb, mi è venuto in mente. Che enorme, irripetibile, fantastica opportunità Fastweb si è lasciata scappare per correre dietro quello che fanno tutti (e non interessa a quasi nessuno in confronto con quello che avrebbero potuto fare), offrendo cose che nessuno vuole veramente per negare le origini, le premesse su cui era nata e da cui era nato il suo nome.


Fastweb, web veloce dove sei adesso? Hai preso Valentino che va piuttosto veloce e poi vieni a parlare di un’unica bolletta? Davvero non siete riusciti, amici di Fastweb a trovare una selling proposition più interessante della “bolletta unica”? Facciamo un minimo di storia e vediamo come aiutare sti ragazzi svizzeri magari immaginandoci quali prodotti dovrebbero davvero vendere al posto di quelli che faticosamente stanno proponendo al mercato.

Fastweb nasce da un’idea di Silvio Scaglia (quello che adesso è dietro Babelgum, una piattaforma di distribuzione contenuti video praticamente in sala di rianimazione) che con la liquidazione ottenuta da Omnitel e grazie a un accordo strategico con AEM la municipalizzata del gas ed elettricità fonda a Milano il più avanzato ISP (Internet Service Provider) del mondo promettendo agli utenti di portare la fibra nelle case e consentire quindi la navigazione più veloce dell’universo. Fin qui tutto bene, il piano si sviluppa, la città viene in parte cablata e un sacco di persone mollano la cara Telecom per avere la possibilità di navigare a 10Mbit (upload e download).

Purtroppo la bolla del web 2001 chiede dazio anche a Fastweb che si trova a dover fare i conti con un’esposizione debitoria alta e anche con un mercato non esattamente maturo e quindi non disposto a pagare cifre elevate per avere quel mostro di velocità che è la fibra (tra parentesi l’adsl stava limando il gap in termini di velocità di download – ma non in upload). Visto che cablare (anche se usando molte risorse messe a disposizione da AEM) costa parecchio, il business plan cambia in un più semplice e pragmatico “fibra o adsl, noi vi offriamo velocità” usando quindi le linee adsl di telecom (o di chi per lei) per far arrivare il web veloce a casa della gente nelle zone non cablate.

Lasciando stare che avrebbero potuto fare le cose diversamente dalla nascita questo cambiamento decreta che Fastweb non è più una società all’avanguardia, è diventata una società telefonica con tutti i problemi e le carenze di queste. Pensano che la gente voglia telefonare (mentre la gente vuole imparare, stare in contatto con amici, colleghi e parenti) e di conseguenza cercano di recuperare soldi nella solita maniera snaturandosi e diventando quindi la stessa minestra riscaldata che offrono tutti. E’ un piano di emergenza che non è più cambiato ingenerando confusione nella testa delle persone e sicuramente facendogli perdere un treno che avrebbero avuto tutto il diritto di prendere.

Il treno in questione è il web, hanno tradito il “web” nel loro nome (e anche “fast” se è per questo visto che della velocità non se ne parla più) per darci una bolletta unica. Adesso che il web è in così grande considerazione per cui la gente ha la linea telefonica a casa solo per connettersi a Internet loro non sono più in grado di tornare indietro e proporre un prodotto moderno e una serie di servizi che la gente sarebbe ben lieta di pagare (altro che scatto alla risposta).

Hanno deciso di fare le cose in grande adesso che ci sono gli svizzeri che dirigono e così sono diventati quello che sono tutti gli altri sperando di prendere una fetta di torta più grossa di quella che gli spettava senza però rendersi conto che si è aperta un’opportunità grande come una casa proprio dove erano loro. Tutti vogliono il web (non la TV via web giochino con cui si erano trastullati per sperare di aumentare la loro redditività e centralità), lo vogliono veloce, ci passano molte più ore (adesso che c’è Facebook direi la giornata intera) compresi i weekend e i giorni di festa. Siamo disposti a pagare per il servizio espresso ma anche, sono sicuro, servizi innovativi tutti da immaginare.

Penso a cose tipo offrire un serverino da mettersi in casa dove immagazzinare e ritrovare (da fuori) i propri file (immagini, musica, CV ecc.), un set top box che non offra contenuti dall’alto (chissenefrega dell’archivio RAI) ma dal basso andandoli a prendere su youtube e facendoceli vedere sulla TV, dando la possibilità di creare il proprio sito personale dove raccontare la propria vita tramite un blog oppure vendere le ciambelle che prepara la nonna oppure raccontare le imprese sportive del proprio club di ping pong, dando un bell’indirizzo IP pubblico (magari IPv6 visto che ce ne sono a sufficienza) a tutti i clienti come se fosse il loro nuovo numero di telefono (cosa ne faranno lo vedranno loro, magari gli servirà per scaricare film in divx magari per inventare un nuovo servizio), offrendo Skype e un telefono WiFi piuttosto che il cellulare di Vale, oppure dando a tutti i clienti l’accesso senza fili a tutti i router WiFi di Fastweb d’Italia.

Sono idee basiche ma molto più interessanti, remunerative, innovative di quelle che hanno i nostri amici di Fastweb e in più gli potrebbero garantire di esistere domani quando il mercato avrà spiegato alle società telefoniche - mandandole in rovina – che dei loro network, delle loro tecnologie, delle loro modalità non interessano a nessuno. Io voglio comunicare con i miei amici e parenti in una moltitudine di maniere, se sperano che negandomi la libertà io stia con loro si sbagliano. Il web è l’acqua e il gas del nuovo millennio, stare senza il web ci relega in una specie di terzo mondo dal quale fuggire prima possibile, perché hanno buttato questa enorme opportunità?

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3 Comments

  1. concordo in pieno , appena disdetto delusissimo del servizio , per passare a ben piu’ performante eolo adsl wi fi ……….. sai quelli di ngi ……….. quelli che alla fine degli anni 90 ci facevano giocare online gratuitamente sui loro server con ping di 65 70 ms , quando la media era 120………, beh sembra che loro le infrastrutture le abbiano fatte , utilizzano le loro dorsali e offrono un servizio veramente fast ( andate a vedere dagli installatori una demo se potete), oltretutto a prezzi piu’ modici.
    Nella mia zona non esiste nulla di piu’ performante , cablata o wi fi che sia.
    Speriamo che l’opportunita’ persa da fastweb , venga raccolta e valorizzata da costoro-

  2. Anche io volevo solo un internet veloce, altro che avere anche un telefono fisso che nn uso mai,o la tv che nn accendo mai, sono qua che nn riesco a navigare in internet con fastweb, al inizio andava da dio, ma da un paio di mesi faccio fatica aprire una pagina web, mi sa che passo a navigare col cellulare come al inizio,col cellulare ero li che scaricavo a 40/50kbs e ora con fastweb scarico con 6kbs , ma quale FAST e qle WEB…

  3. Purtroppo sembra che del web veloce non gliene importi molto. Che non fossero “user centric” non è mai stato vero ma questi numeri sono patetici, spero davvero che qualcuno ne approfitti e offra un servizio decente ai tanti che vogliono Internet veloce

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