Come sarà l’editore di domani
Ultimamente di fa un gran parlare di modelli di business degli editori (negli USA alcune storiche testate sono in amministrazione controllata, pericolosamente vicini al fallimento) con il paradosso che a fronte di una crisi economica degli editori c’è un consumo di news sempre più elevato. Il dibattito di questo periodo è più che giusto, occorre pensare e ragionare su come dare agli utenti quello che vogliono ma tenendo anche presente che il sistema delle news deve stare in piedi economicamente. Il focus fino ad adesso è stato sui pagamenti e sui micropagamenti e questa mi sembra la situazione dove il paziente ha un infarto e lo si vuole curare con gli antidolorifici. Credo che la situazione vada affrontata in maniera più articolata e complessa di così e lo credo ancora di più dopo aver letto un post di Chris Brogan un professionista del web.
Il post su come sarà la media company del futuro elenca una serie di considerazioni interessanti e che condivido, quelle che mi sembrano più interessanti:
- Le storie sono legate a una data precisa ma non finiscono con la pubblicazione
- Il ruolo degli editor e dei curatori è fondamentale ma non è detto che questi prendano ordini dall’editore
- Essere editore vuol dire saper gestire più media
- Tutto deve avere elementi di collaborazione da parte degli utenti
- La pubblicità non può essere l’unica forma di remunerazione
- Gli autori possono essere tanti, di forme diverse
- Tutto è modulare e linkabile. Tutto è fluido
Questi sono degli stimoli e non credo neanche che sia un elenco completo ma è un inizio, un buon inizio per trovare cosa sarà l’editore di domani e come potrà ricavare da vivere
