YouTube Mythbuster, i miti su YouTube sono duri a morire (ma Google ci prova lo stesso)
Google a quanto pare stufa di sentire dire cose errate sul conto di YouTube ha deciso di prendere posizione e di rispondere alle critiche più frequenti che gli vengono mosse sul conto del sito di video più popolare del pianeta. E’ un articolo che vuole rispondere fattivamente (anche se non proprio scientificamente) alle 5 critiche più importanti che gli vengono mosse in maniera diretta, senza intermediari eliminando miti duri a morire.
YouTube è un fantastico sistema di pubblicazione e condivisione di video di tutti i generi, la sua vera forza è, secondo me, quella di permettere a tutti gli utenti finali di diventare autori e far vedere al mondo i propri video. Gli utenti sono il bello del web e YouTube offre un sistema molto semplice ed efficace per darci un palco su cui proiettare cose che sono importanti per noi. Non è che tutti i video siano importanti, di qualità o anche solo interessanti; non è questo il punto, neanche tutti i libri sono importanti ma questo non toglie a Guttenberg il valore della sua invenzione della stampa a caratteri mobili. YouTube mette al centro l’utente e i suoi interessi e di conseguenza ha un enorme valore che altri siti di video non hanno (mi riferisco ad esempio a Hulu).
Sebbene io trovi il mio punto di vista più pregante di altri, opinionisti molto più importanti e autorevoli di me hanno scritto e puntato il dito sulle debolezze del sistema: costa troppo in banda e computer, non attrae pubblicità, i filmati medi fanno schifo, non c’è pubblico per i video di qualità, non sta in piedi economicamente e via così e così Google ha deciso di prendere carta e penna digitali e di fare chiarezza su questi punti.
Mito n° 1 YouTube è limitato a video “user generated” – Google dice che ci sono centinaia di canali di produttori di contenuti, non solo roba amatoriale. Inoltre ci sono centinaia di film ed episodi TV completi e un film in esclusiva è stato visto da oltre 165.000 utenti, abbastanza, se fosse nelle sale cinematografiche, per farlo stare al 15esimo posto delle classifiche del box office
Mito n° 2 I video sono sgranati e a bassa qualità – Da che hanno offerto la possibilità di uploadare video in HQ vengono caricati centinaia di migliaia di video in alta qualità che vengono visti da milioni di occhi ogni giorno
Mito n° 3 Più aumentano i video e gli utenti peggio è per i profitti del sito – La popolarità è un veleno per YouTube dicono gli analisti perché aumentano i costi di gestione del sito. Google dice che non è così e che le stime offerte dagli analisti sovrastimano i costi. La crescita è una cosa buona dice Google
Mito n° 4 I pubblicitari hanno paura di YouTube – Dei primi 100 spender di pubblicità USA più di 70 hanno fatto campagne su YouTube. Google dice che quello che hanno veramente paura i pubblicitari è la mancanza di controllo e su questo i ragazzi stanno lavorando molto
Mito n° 5 YouTube riesce a monetizzare solo il 3-5% dei video – Google sostiene che questa percentuale è errata e comunque non dice niente di significativo e che loro si basano sul numero delle viste monetizzate che è un indicatore molto più affidabile per capire come si sta muovendo il sito
Questo elenco non è trascendentale e non offre molti dati a supporto (loro non pubblicano dati economici specifici divisi per linea di prodotto) ma se posso permettermi un’altra valutazione basata sul niente (che non siano le mie impressioni) sono certo che sa sua rilevanza verso gli utenti porterà YouTube ad essere più che remunerativa, d’altronde dove ci sono occhi di consumatori di solito ci sono anche i soldi degli investitori. Mi piacerebbe solo che togliessero quelle fastidiose pubblicità dai video (che devi cliccare per far sparire).
