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Come un video di matrimonio ha fruttato un bel gruzzolo a un artista

matriQualche settimana fa scoprivo, come tanti, un video di matrimonio carino e divertente che mostrava l’ingresso in chiesa di testimoni, amici e sposi danzando sulle note di una canzone che si intitola “Forever” di Chris Brown. Un video carino, tenero, divertente, divertito dove tutti hanno partecipato con le loro capacità (diciamo che non era un gruppo di ballerini professionisti) per rendere quel giorno un giorno speciale per gli sposi. Dopo averlo trovato su reddit.com l’ho visto ripreso da amici su Facebook e su siti di informazione, tutti commentando quanto era carino e divertente. Chissà quante volta sarà stato visto a livello planetario e chissà quanti avranno pensato che per il proprio matrimonio vorrebbero (o avrebbero voluto) questo genere di performance.
In ogni caso ieri YouTube ha deciso di dare una nuova lettura e altre informazioni legate al video per mostrare quante potenzialità abbia quel sito.

Innanzitutto quel video in meno di una settimana è stato visto 10 milioni di volte ma dietro questa cifra c’è una storia da raccontare. Quelli che possiedono i diritti della canzone sulla quale ballano i ragazzi – Forever – hanno notato il successo hanno deciso di inserire una pubblicità sul video per offrire agli utenti la possibilità di comprare su Amazon o iTunes il brano per capitalizzare l’enorme interesse che questo video aveva generato intorno alla canzone (le ricerche degli utenti che riguardavano quella canzone erano moltiplicate).

La natura del video, molto coinvolgente, naturale e divertente, ha fatto sì che il CTR (i click per comprare tramite la pubblicità in sovrimpressione) siano 2,5 volte quelle normalmente raggiunte da pubblicità di questo tipo e l’effetto non si limita al video del matrimonio ma anche gli utenti che guardano il video ufficiale della canzone sono propensi alla stessa maniera a comprare la canzone tramite i siti che la vendono.
La morale qui è piccola ma significativa, quelli che dicono che YouTube non aiuta chi detiene i diritti di opere non ne hanno ancora capito la forza e la potenza. La forza e potenza sono i fattori decisivi che hanno portato una canzone uscita più di un anno fa al terzo posto nella classifica dei singoli su iTunes e al quarto in quella di Amazon.
La case discografiche (e in generale gli editori) devono finalmente capire che la situazione è cambiata e se non riescono a fare i soldi che facevano prima la colpa non è di chi scarica le canzoni gratuitamente ma solo loro che non hanno capito come rendere remunerativo il loro business model online. Visto che la direzione è questa, quella del web, e che criminalizzare gli utenti non è una cosa che può funzionare forse iniziare a imparare qualcosa è il miglior consiglio che gli si può dare.

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